Tassa di soggiorno in Italia
Gli host non devono più presentare il Modello 21

Roma – credits Mathew Schwartz via Unsplash
Agosto 2026
Le regolamentazioni sulle case vacanza e sulle locazioni turistiche vivono un periodo di continue variazioni, con l’obiettivo di migliorare i livelli di sicurezza e di semplificare gli adempimenti a carico degli host. Nel 2026 è stata segnata una vera e propria svolta burocratica, grazie all’introduzione dell’Ordinanza n. 1527/2026, con cui la Corte di Cassazione ha abolito l’obbligo di presentare il Modello 21 per l’imposta di soggiorno. Vediamo cosa prevede l’ordinanza, quali sono gli obblighi che rimangono a carico dei gestori delle strutture extralberghiere e i motivi per cui il Modello 21 è stato abolito.

Cos’è il Modello 21?
Si tratta di un documento ministeriale introdotto dal D.P.R. 194/1996 da presentare al Comune entro il 30 gennaio di ogni anno. Il modello serviva a rendicontare ufficialmente tutte le somme riscosse a titolo di imposta di soggiorno, con i relativi versamenti effettuati nelle casse comunali nel corso dell’anno precedente. Considerando che la tassa di soggiorno in Italia è considerata denaro pubblico, i gestori sono qualificati come agenti contabili e fino al 2025 dovevano contabilizzare la propria gestione alla Corte dei Conti tramite il Comune. In caso di errata oppure omessa dichiarazione del Modello 21, erano previste pesanti sanzioni amministrative, che potevano arrivare anche al 200% dell’importo dovuto.
Perché il Modello 21 è stato abolito?
Il motivo dell’abolizione dell’obbligo di presentazione del Modello 21 è sostanzialmente burocratico. I giudici hanno riconosciuto che, a seguito dell’introduzione della Dichiarazione Annuale dell’Imposta di Soggiorno da presentare telematicamente all’Agenzia delle Entrate, il Modello 21 era diventato una semplice ripetizione dei dati già trasmessi. Tra i punti chiave dell’abolizione vanno citati:
- Divieto di ripetizione del procedimento: la Pubblica Amministrazione non può chiedere ai cittadini documenti o dati di cui è già in possesso o che sono stati trasmessi mediante altri canali ufficiali
- Evoluzione tecnologica: la tracciabilità dei pagamenti e l’invio telematico dei dati all’Agenzia delle Entrate sono già sufficienti per avere una rendicontazione attendibile e registrata, rendendo superflua la presentazione del Modello 21 per l’imposta di soggiorno.
Cosa rimane invariato?
La semplificazione del versamento di un tributo non significa che gli host siano esenti dalla riscossione e dal versamento del tributo stesso. I gestori di strutture extralberghiere devono continuare a rispettare due obblighi fondamentali stabiliti dalle normative.
La Dichiarazione Annuale all’Agenzia delle Entrate
Entro il 30 giugno di ogni anno, salvo proroghe, gli host devono presentare la dichiarazione relativa alla tassa di soggiorno riscossa nell’anno precedente. La dichiarazione va effettuata anche se il gestore della struttura utilizza un portale di affitti vacanze per riscuotere l’imposta. Alcune piattaforme, come ad esempio Airbnb, permettono agli ospiti di pagare l’imposta in fase di prenotazione: ciò non esonera l’host dal presentare le varie dichiarazioni richieste dalla Pubblica Amministrazione. La dichiarazione annuale si presenta attraverso i canali dell’Agenzia delle Entrate. Al suo interno vanno inseriti:
- Il riepilogo delle presenze
- Il numero degli ospiti aventi diritto alle esenzioni
- Il totale dell’imposta dovuta.
Il versamento dell’imposta di soggiorno al Comune
Gli host fungono come responsabili del pagamento: il loro ruolo è quello di incassare l’imposta dai turisti e di versarla nelle casse del Comune. La frequenza del pagamento varia in base alle direttive stabilite dall’ente, che chiede generalmente il versamento con cadenza mensile, trimestrale o annuale. Per evitare di commettere errori è bene controllare le scadenze sul portale del Comune in cui sorge l’immobile.
Come operare per non rischiare sanzioni?
La parte burocratica relativa all’imposta di soggiorno si è certamente snellita, vista l’assenza del Modello 21 per l’imposta di soggiorno dal 2026. Tuttavia, per mettersi al riparo da sanzioni in caso di controlli da parte degli organi preposti, gli host devono ricordarsi di conservare per un periodo di almeno cinque anni i seguenti documenti:
- Le ricevute numerate rilasciate agli ospiti per l’imposta di soggiorno
- I documenti che attestino le esenzioni dall’imposta, come la carta d’identità per i minori o i certificati di ricovero ospedaliero per le persone che soggiornano per motivi di salute
- Le prove dei versamenti effettuati al Comune, come le ricevute PagoPA e dei bonifici
- La copia della Dichiarazione Annuale inviata all’Agenzia delle Entrate.
È buona norma creare un file Excel relativo a tutti i soggiorni effettuati, specificando il numero degli ospiti ricevuti, il numero degli ospiti esenti, il totale incassato e il codice di transazione PagoPA.
Una gestione non particolarmente agevole
Gli host sanno bene che le strutture extralberghiere sono soggette a una complessa burocrazia, che prevede lo svolgimento di diverse operazioni, tra cui:
- La riscossione della tassa di soggiorno
- Il versamento periodico dell’imposta turistica al Comune
- La comunicazione dei dati degli ospiti alla Questura per ogni soggiorno
- L’invio dei dati statistici alla Regione
- La Dichiarazione dell’Imposta di Soggiorno all’Agenzia Entrate.
Tali procedure sono impegnative e un piccolo errore potrebbe costare caro in termini di sanzioni, che vanno dal pagamento di una sanzione amministrativa fino alla sospensione dell’attività. Inoltre, seguire costantemente la variazione degli scenari normativi diventa sempre più complicato, esponendo l’host al rischio di non essere aggiornato riguardo alle ultime introduzioni.
Holidu: il sito web di affitti vacanze che semplifica la burocrazia
Holidu è una nota agenzia che permette agli host di farsi conoscere sulle maggiori piattaforme, utili per pubblicizzare una casa vacanze, e si contraddistingue per l’ampia gamma di servizi offerti. Per gli host non professionisti che gestiscono fino a tre proprietà, Holidu riserva un servizio di assistenza perfettamente strutturato, che prevede:
- La riscossione e la rendicontazione di tutte le imposte
- La presentazione mensile dei modelli F24 e la compilazione del Modello 770 per conto degli host
- Rapido accesso a tutta la documentazione fiscale all’interno di un’area riservata, con la possibilità di scaricare in ogni momento i dati e di condividerli con il proprio consulente fiscale.
Se la legge italiana si muove lentamente per arrivare alla completa digitalizzazione della burocrazia, Holidu ha già compiuto dei passi definitivi. Grazie alla gestione automatizzata delle tasse e dei flussi finanziari, l’host può limitarsi ad affittare il suo appartamento vacanze senza ulteriori intralci, concentrandosi sulla cura della casa, l’accoglienza degli ospiti e le strategie da attuare per aumentare il tasso di occupazione. Va aggiunto, inoltre, che il fisco italiano si sta attivando per potenziare i sistemi di incrocio dei dati, con l’obiettivo di effettuare dei controlli più precisi sugli host, che riguardano sia il versamento dell’imposta di soggiorno, sia la dichiarazione delle imposte relative ai guadagni. Proprio per questa ragione è fondamentale essere precisi: gli algoritmi dell’Agenzia delle Entrate, infatti, possono confrontare rapidamente la dichiarazione dei redditi, i flussi su Alloggiati Web e i versamenti effettuati per quanto concerne la tassa di soggiorno. Tutto ciò permette di risalire più facilmente a incongruenze sulle dichiarazioni, rendendo Holidu uno strumento indispensabile per operare nella massima tranquillità.