Tassa sui rifiuti TARI per affitti brevi in Italia: come pagarla?

Guida alla TARI per le case vacanza in Italia

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Dicembre 2025

La Tassa sui Rifiuti, meglio conosciuta come TARI, è un tributo comunale che ha lo scopo di coprire i costi del servizio di raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Introdotta nel 2014, la TARI è a carico di coloro che possiedono o detengono locali o aree che producono rifiuti urbani. Nel caso degli affitti brevi, la tassa si applica ai gestori della struttura, a differenza di come avviene per quanto riguarda gli affitti superiori ai sei mesi. Scopri in questa guida sulla TARI cos’è, se hai la possibilità di usufruire di agevolazioni sul costo dell’imposta, e come pagare la TARI per affitti brevi.

Come si calcola la TARI?

Limposta viene stabilita dal Comune di competenza, per cui ci possono essere differenze di tariffe tra una città e l’altra. In linea generale, gli aspetti su cui si basa il calcolo della TARI sono due:

  • Superficie calpestabile dell’immobile, che esclude pertinenze come giardini, balconi e terrazze, tranne nel caso in cui siano considerati locali tassabili. La superficie calpestabile rappresenta la quota fissa della tariffa della Tassa sui Rifiuti.
  • Produzione potenziale dei rifiuti, che di solito viene stimata prendendo in considerazione il numero di occupanti dell’immobile

Gli host hanno diritto a uno sconto sulla TARI?

Per quanto riguarda la TARI per affitti brevi, il Comune potrebbe applicare delle agevolazioni, specie qualora l’appartamento sia affittato solo stagionalmente. Per controllare se sei idoneo a beneficiare di uno sconto sulla TARI, informati presso gli uffici comunali. Diverso è il discorso della deducibilità: se paghi le tasse con il regime ordinario, a prescindere se la tua attività sia esercitata in modo imprenditoriale o in modo occasionale, hai diritto alla deduzione della TARI dal reddito imponibile, abbassando così la base imponibile per il pagamento dell’IRPEF. Naturalmente, la deducibilità non può essere riconosciuta se hai scelto il regime della cedolare secca.

Sono previste delle sanzioni sulla TARI per chi non paga?

Il mancato o il ritardato pagamento dell’imposta dà luogo a delle conseguenze. Ecco le sanzioni più comuni, considerando che una TARI non pagata dopo 5 anni va in prescrizione:

  • Penali, che si applicano in caso di pagamento mancato o ritardato: le sanzioni partono da percentuali piuttosto marginali per i pagamenti effettuati in leggero ritardo e possono raggiungere il 200% del totale dovuto qualora il ritardo sia elevato, con relativa aggiunta degli interessi
  • Recupero coattivo della somma, a seguito di un avviso di accertamento emesso dal Comune di competenza. Si tratta di una soluzione prevista per i casi più gravi, come ad esempio l’omessa dichiarazione dell’occupazione dell’immobile o della mancata comunicazione dell’attività di affitto breve
  • Procedure esecutive come pignoramenti del conto corrente, ipoteche sull’immobile e fermi amministrativi, che vengono avviate nella circostanza in cui il debitore non paghi dopo la ricezione dell’avviso di accertamento
  • Ravvedimento operoso, un’agevolazione a favore di chi si accorge di aver saltato una o più scadenze. Si tratta di uno strumento che offre al contribuente la possibilità di sanare l’infrazione versando l’imposta dovuta, gli interessi legali e una piccola sanzione. La sua utilità è evitare le sanzioni applicate dal Comune in caso di notifica di accertamento, che sono notevolmente superiori.

Quando si paga la TARI e come?

Se intendi affittare un appartamento vacanze, le modalità di comunicazione e di pagamento della TARI sono identiche a quelle riguardanti le abitazioni ordinarie. Ecco come mettersi in regola con l’imposta e come si paga la TARI, online e non:

  • Comunicazione al Comune: questa procedura va svolta una tantum e consente di denunciare che l’immobile è adibito alle locazioni turistiche. Ciò permetterà al Comune di calcolare l’imposta secondo le tariffe in vigore
  • Ricezione dell’avviso di pagamento: nella maggior parte dei casi, il Comune invia al proprietario un avviso di pagamento, che può essere recapitato tramite posta oppure attraverso sistemi digitali come email e PEC. Molti Comuni suddividono il pagamento in un acconto e nel saldo finale. Ad esempio, la TARI a Milano prevede due rate semestrali, con acconto da pagare a luglio e saldo da regolare nel mese di dicembre.
  • Versamento: la modalità attualmente più diffusa è rappresentata da pagoPA, la piattaforma della pubblica amministrazione. In questo caso, gli utenti hanno diverse opzioni di pagamento, che può essere effettuato tramite app IO, attraverso il proprio home banking e presso i punti convenzionati, dalle tabaccherie a determinati negozi. Diversi Comuni offrono delle modalità alternative: nel caso della TARI di Roma, il versamento può essere fatto sia con pagoPA sia attraverso il sito dell’AMA, la società che gestisce i rifiuti nella Capitale d’Italia. Un altro metodo ampiamente utilizzato per riscuotere il pagamento è il modello F24
  • Scadenze: Solitamente, la TARI si può pagare con un unico versamento oppure su più rate. Nell’avviso di pagamento troverai le varie opzioni a tua disposizione, compresi i metodi di pagamento accettati dal Comune o dalla società che si occupa della gestione dei rifiuti urbani.

Perché fare attenzione al riciclaggio negli affitti brevi?

Anche se la TARI viene calcolata prendendo in considerazione i metri quadrati della struttura e il numero degli occupanti, una corretta gestione dei rifiuti per gli affitti brevi gioca un ruolo molto importante. L’host, infatti, è considerato l’unico responsabile del conferimento dei rifiuti da parte degli ospiti. Ciò significa che, in caso di errori sulla differenziazione degli scarti, il Comune potrebbe inviare al proprietario delle sanzioni. Inoltre, una buona organizzazione sulla raccolta differenziata, facilita gli ospiti nella gestione dei rifiuti prodotti e contribuisce a migliorare la tua reputazione sul portale di affitti vacanze su cui operi: sempre più ospiti sono attenti al rispetto dell’ambiente, di conseguenza con delle chiare indicazioni sulla raccolta dei rifiuti potrai ricevere delle recensioni positive, fondamentali per massimizzare il tasso occupazionale della tua struttura e pubblicizzare la tua casa vacanze al meglio. Per aiutare gli ospiti, attua i seguenti accorgimenti:

  • Organizza dei cestini appositi per ogni tipo di rifiuto, applicando delle etichette ben visibili sui contenitori, sia quelli interni sia quelli esterni
  • Lascia un numero adeguato di sacchetti a disposizione degli ospiti
  • Scatta delle foto ai punti di raccolta posizionati all’esterno dell’abitazione, fornendo delle precise istruzioni su come raggiungerli
  • Crea un regolamento in cui specifichi con esattezza come vengono classificati i rifiuti nel tuo Comune. Puoi inviare il regolamento agli ospiti in formato digitale, caricarlo sul tuo sito web di affitti vacanze, oppure preparare una guida di benvenuto cartacea. Per favorire gli ospiti provenienti dall’estero, traduci il regolamento in più lingue
  • Nel caso di raccolta porta a porta attiva in determinati giorni, stabilisci con chiarezza quali sono le giornate dedicate al conferimento di una specifica tipologia di rifiuto. Puoi anche inviare un messaggio in cui ricordi agli ospiti i rifiuti da conferire nella giornata successiva.
  • Evita il più possibile le stoviglie usa e getta, con l’obiettivo di diminuire la produzione di rifiuti.

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