Regole affitti brevi a Venezia: cosa devono sapere gli host

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Agosto 2026

Venezia è una delle città italiane più visitate in assoluto, motivo per cui le case vacanze offrono un eccellente rendimento, con un tasso di occupazione molto alto in ogni periodo dell’anno. Gestire una locazione turistica nella meravigliosa città veneta, tuttavia, richiede all’host grande attenzione. Al regolamento sugli affitti brevi di Venezia, infatti, si sovrappongono direttive nazionali e regionali, creando spesso confusione nei gestori. In questa guida analizzeremo quali sono le regole a cui fare riferimento, dal check-in di persona per gli affitti brevi alla tassa di soggiorno a Venezia.

Osteria Al Squero

Osteria Al Squero / © Instagram: Ioganrichmond

Il quadro normativo veneziano

Sono addirittura quattro i livelli di stratificazione della regolamentazione degli affitti brevi a Venezia. Gli host devono rispettare, oltre alle leggi nazionali di pubblica sicurezza, le norme emanate dal Comune e ottenere il CIR della regione Veneto. Un contesto particolare riguarda i poteri speciali conferiti all’ente comunale: grazie all’Emendamento Pellicani emanato del 2022, il Comune ha la possibilità di limitare e controllare i flussi turistici extralberghieri, con l’obiettivo di tutelare la residenzialità della città. Il mancato rispetto di una sola norma espone gli host a pesanti sanzioni: per questa ragione, prima di inserire l’immobile nel mercato turistico è bene analizzare con attenzione i costi e i vincoli comunali in vigore.

La richiesta dei codici regionali e nazionali

Per pubblicare un annuncio online sono previsti dei passaggi, a partire dalla richiesta dei codici CIR (Codice Identificativo Regionale) e CIN (Codice Identificativo Nazionale). Il primo si ottiene con una procedura guidata mediante il portale telematico regionale ROSS1000, a cui si accede tramite SPID o CIE. Il CIR in Veneto deve essere mostrato in ogni annuncio, nei volantini pubblicitari e all’interno dell’immobile. Il CIN, invece, va richiesto dopo essere entrati in possesso del Codice Identificativo Regionale: in questo caso, per ricevere il codice bisogna andare sul portale del Ministero del Turismo. A differenza del CIR, il Codice Identificativo Nazionale deve essere esposto anche all’esterno della struttura. La mancata osservanza di questi obblighi può portare alla rimozione dell’annuncio e a sanzioni che arrivano fino 8.000 euro.

Opzione base o premium

Chi gestisce una struttura nel centro storico o nelle isole deve compiere una scelta tra due differenti opzioni. Ogni host, infatti, è chiamato ad aderire a una delle modalità di affitto stabilite dal Comune di Venezia, con l’obiettivo di regolamentare i flussi turistici. L’opzione base di Venezia per gli affitti brevi limita la locazione a un massimo di 120 giorni totali all’anno: la dichiarazione va presentata annualmente al Comune ed è rivolta a chi intende gestire in modo occasionale e non continuativo la struttura, con relativa riduzione degli adempimenti burocratici. L’opzione premium di Venezia per gli affitti brevi, invece, consente di affittare la casa senza alcun limite temporale: per aderire a questa opzione è necessario presentare la SCIA per affitti brevi al SUAP e assumere una serie di impegni, dalla reperibilità h24 per le emergenze alla consegna agli ospiti del vademecum ufficiale “EnjoyRespectVenice“. Questa sperimentazione sugli affitti brevi a Venezia è in una fase ancora incerta: fino al 31 dicembre 2026 sono state bloccate le nuove iscrizioni premium, così da monitorare l’efficacia del provvedimento. La normativa sugli affitti brevi a Venezia di 120 giorni non si applica, quindi, a Mestre e Marghera, dove gli host possono continuare ad affittare per l’intero corso dell’anno senza dover rilasciare alcun tipo di dichiarazione.

Come funziona il self check-in a Venezia

Una sentenza del Consiglio di Stato del 2025 ha confermato che gli ospiti devono essere identificati con una verifica visiva dall’host al momento dell’arrivo. Secondo la sentenza il self check-in non è vietato, ma può essere svolto in modalità digitale, come ad esempio effettuando una videochiamata in cui gli ospiti mostrano i documenti. Ciò che è illegale è la sequenza che prevede la consegna delle chiavi o dei codici d’accesso senza alcun tipo di riconoscimento “de visu”. La regola si applica a livello nazionale, per cui è in vigore a prescindere dall’opzione scelta dal gestore della struttura.

Tasse di soggiorno a Venezia

Per quanto riguarda la tassa di soggiorno a Venezia, il Comune stabilisce che l’imposta si calcola per ospite e per notte, con un limite massimo di cinque notti consecutive nella stessa struttura. Le tariffe variano a seconda della stagione, della tipologia di immobile e della zona. Ad esempio, nel centro storico e a Giudecca si passa da 3 a 5 euro per notte in alta stagione a una quota che va da 2,10 a 3,50 euro per notte a persona durante la bassa stagione. Chi soggiorna al Lido di Venezia e nelle Isole della Laguna usufruisce di una riduzione del 20% rispetto alle tariffe del centro, mentre per gli affitti brevi di Mestre e terraferma è previsto uno sconto del 30%. Inoltre, i ragazzi tra i 10 e i 16 anni non compiuti pagano una tariffa ridotta del 50%. I minori di 10 anni, i disabili e i loro accompagnatori, nonché altre categorie, beneficiano dell’esenzione totale. L’host ha il compito di riscuotere l’imposta dagli ospiti e versarla al Comune nei tempi e nelle modalità previste. Il pagamento della tassa di soggiorno esenta i visitatori dal Contributo di Accesso, che si applica in  60 giornate specifiche dell’anno.

Cosa cambia per gli host veneziani

Le continue evoluzioni normative costringono i gestori a compiere importanti scelte. Per quanto concerne i non professionisti, l’opzione più semplice è rappresentata dagli affitti brevi di 120 giorni. Chi è generalmente impossibilitato a effettuare il check-in di persona, per continuare a fornire il servizio deve adeguarsi con mezzi tecnologici: potrebbe essere utile installare una serratura smart, così da offrire l’accesso all’abitazione con dei semplici codici, naturalmente dopo aver provveduto all’identificazione con una videochiamata o attraverso un videocitofono.

Con Holidu meno burocrazia e più controllo sul tuo calendario

L’adozione di soluzioni tecnologiche e la consulenza di esperti in materia sono accorgimenti consigliati per ogni host. A Venezia tutto ciò diventa indispensabile. Grazie a Holidu è possibile ottenere diversi vantaggi, tra cui:

  • Check-in online automatico: con questa funzione, la piattaforma provvede ad automatizzare la trasmissione dei dati al portale Alloggiati Web entro i tempi previsti della legge. Il servizio è gratuito e consente sia di ridurre le operazioni burocratiche, sia di dimenticare di comunicare i dati alla Polizia di Stato, evitando sanzioni. Resta invariato l’obbligo dell’identificazione personale degli ospiti al momento dell’arrivo
  • Calendario sincronizzato: gli host che gestiscono più case o che inseriscono gli annunci su più canali di prenotazione, grazie a Holidu possono controllare la situazione da un unico account, gestendo oltre 25 canali. Per gli host che hanno scelto l’opzione base a Venezia si tratta di un eccellente servizio per evitare di superare il limite annuale di 120 giorni, oltre a scongiurare il rischio di ricevere doppie prenotazioni.
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