Come registrare la tua casa vacanze in Italia

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Roma – credits Mathew Schwartz via Unsplash

Agosto 2026

Avviare un’attività di affitto breve in Italia è un’ottima possibilità di guadagno, che negli ultimi tempi è spesso preferita agli affitti standard. Gli host che intendono iniziare a operare nel settore delle locazioni turistiche, tuttavia, devono sapere che il quadro normativo italiano è piuttosto ingarbugliato, con forti variazioni a livello locale. Il mancato rispetto di una sola norma espone il gestore della struttura al rischio di subire importanti sanzioni, non solo amministrative. In questa guida scopriremo come registrare una casa vacanze, come richiedere il CIN al Ministero del Turismo e quali sono le procedure da seguire nelle principali regioni italiane.

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Affitti brevi: come iniziare

Per essere in regola, l’host deve adempiere a quattro obblighi principali, che vanno completati in un preciso ordine. Ecco cosa serve per operare con gli affitti brevi:

  • Il CIR (Codice Identificativo Regionale): un codice rilasciato dalle Regioni per censire le strutture ricettive che operano sul territorio e raccogliere dati statistici
  • La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività): richiesta che compete esclusivamente a chi intende esercitare in modo imprenditoriale
  • Il CIN (Codice Identificativo Nazionale): un codice da richiedere al Ministero del Turismo, il cui scopo è creare un banca dati nazionale delle strutture ricettive
  • La registrazione su Alloggiati Web: si tratta del portale della Polizia di Stato, a cui bisogna accedere per registrare gli ospiti in arrivo.

Come ottenere il CIR

Il Codice Identificativo Regionale è il primo step per registrare la struttura. Considerando che la materia del turismo è di competenza delle Regioni, ogni ente locale ha sviluppato un proprio sistema, con possibile variazione dell’acronimo. Ecco quali sono i principali portali italiani in cui chiedere il codice:

  • Veneto: il portale di riferimento è il ROSS1000, a cui si accede tramite la pagina ufficiale Regione Veneto Turismo  
  • Toscana: la registrazione si effettua sul portale ROSS1000, raggiungibile dal sito Regione Toscana
  • Lombardia: la gestione avviene attraverso il sistema integrato Turismo 5 / ROSS1000 disponibile sulla piattaforma Regione Lombardia
  • Lazio: la registrazione della struttura va completata sul portale regionale ROSS1000 tramite il portale Regione Lazio
  • Piemonte: la piattaforma è denominata Piemonte Dati Turismo (sempre su base ROSS1000) ed è accessibile dal sito della Regione Piemonte  
  • Emilia-Romagna: la pratica va effettuata attraverso il sito della Regione Emilia-Romagna
  • Puglia: il codice pugliese assume la denominazione di CIS (Codice Identificativo di Struttura) e si richiede sul portale della Regione Puglia  
  • Campania: il codice locale è il CUSR (Codice Unico Strutture Ricettive), gestito dai servizi telematici della Regione Campania 
  • Sardegna: la Regione utilizza la sigla IUN (Identità Unica Nazionale), con pratiche gestite sul portale ufficiale Regione Sardegna 
  • Sicilia: l’ente si affida al servizio Turist@t, ospitato sul portale Osservatorio Turistico Regione Sicilia
  • Liguria: per gli affitti brevi il codice è il CITRA (Codice Identificativo Turistico Regionale Appartamenti), rilasciato appunto ai cosiddetti Aaut (unità immobiliari per locazioni brevi/turistiche) tramite il portale ROSS1000; da non confondere con il CITR (senza la A) che riguarda invece le strutture ricettive tradizionali. Entrambi i codici vanno ottenuti prima di richiedere il CIN tramite la BDSR del Ministero del Turismo. Maggiori informazioni sul sito della Regione Liguria

Nella quasi totalità dei casi, l’accesso ai portali regionali richiede l’uso di un’identità digitale: sono generalmente accettati lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) e la CIE (Carta d’Identità Elettronica). Alcuni Comuni, inoltre, prima della richiesta del codice regionale, potrebbero imporre l’obbligo di presentare una comunicazione presso lo sportello SUAP

Come aprire una casa vacanze a livello imprenditoriale: la SCIA per affitti brevi

La Segnalazione Certificata di Inizio Attività si applica alle attività considerate imprenditoriali. Dal 2026, la soglia per classificare una struttura come impresa è scesa a tre immobili affittati nello stesso anno fiscale. La SCIA per affitti brevi va presentata presso il SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) del Comune in cui si trova la struttura, utilizzando il portale Impresa in un Giorno. Considerando l’autonomia regionale, va sempre verificato prima dell’apertura dell’attività che non siano previsti requisiti più restrittivi per gli host non professionisti.

Cos’è il CIN

Dal 1° gennaio 2025 gli immobili destinati a locazioni brevi o turistiche devono esporre il Codice CIN. La richiesta del CIN per affitti brevi va presentata al Ministero del Turismo attraverso una domanda che prevede un’autocertificazione in cui l’host si impegna a dichiarare di rispettare i requisiti minimi di sicurezza, tra cui la presenza di estintori portatili in base alle dimensioni dell’immobile, e rilevatori di gas combustibili e di monossido di carbonio funzionanti. Il CIN va esposto all’esterno della struttura e in tutti gli annunci pubblicitari, compresi quelli pubblicati su Airbnb e Booking. Le sanzioni sono pesanti: i trasgressori rischiano sanzioni fino a 8.000 euro.

Come registrare gli ospiti su Alloggiati Web

Alloggiati Web è il portale della Polizia di Stato, attraverso il quale gli host devono comunicare i dati degli ospiti. L’accesso alla piattaforma va richiesto alla Questura di competenza. La registrazione degli ospiti va effettuata entro 24 ore dal check-in, tranne nel caso in cui la permanenza sia di un solo giorno: in questa circostanza la comunicazione deve essere inviata entro sei ore dall’arrivo. Per ciascun ospite è obbligatorio trasmettere:

  • Nome e Cognome
  • Luogo e data di nascita
  • Nazionalità
  • Estremi del documento della persona che ha prenotato

CIN e CIR: dove vanno esposti i codici?

Il codice regionale e il CIN per affitti brevi devono essere esposti su ogni annuncio pubblicitario, a prescindere che si tratti di inserzioni sulle piattaforme di prenotazione, di pagine web o di materiale cartaceo. Le piattaforme che operano nel settore turistico sono obbligate a verificare e a mostrare agli ospiti i codici: un annuncio sprovvisto del CIN o del CIR è passibile di rimozione immediata. Il CIN, inoltre, va esposto all’esterno della struttura, mentre l’obbligo di esposizione del CIR varia da regione a regione: verificare sempre il regolamento locale.

Perché scegliere Holidu?

La gestione operativa di una casa vacanze richiede tempo e attenzione. Holidu è una piattaforma pensata per aiutare gli host sotto vari punti di vista. La piattaforma, in primis, permette di ottimizzare gli annunci da inviare alle piattaforme di prenotazione, con la possibilità di ricevere prenotazioni da oltre 25 canali e di controllare il tutto attraverso un calendario unificato. Per gli host, inoltre, sono disponibili tanti altri servizi, tra cui la creazione di un sito web per ricevere prenotazioni dirette e la possibilità di impostare tariffe dinamiche per ottenere profitti più alti. Inoltre, Holidu integra due potenti strumenti:

  • Il check-in online con invio dei dati ad Alloggiati Web: questa funzione consente ai gestori di automatizzare la procedura di registrazione degli ospiti, senza il bisogno di dover accedere manualmente al portale. Si tratta di un’integrazione gratuita e molto apprezzata dagli utenti, sia perché assicura un risparmio di tempo, sia perché elimina il rischio di dimenticare l’invio della comunicazione, fattore che espone a sanzioni
  • Controllo delle nuove normative: aggiornarsi continuamente sulle nuove norme, specie su quelle locali, è molto complesso. Grazie a un team specializzato presente sul territorio italiano, Holidu offre l’opportunità agli utenti di ricevere gli aggiornamenti sulle ultime norme, al fine di operare nel pieno rispetto delle regole.

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